Teatro Evocativo: cos’è e perché lo portiamo nelle scuole

Noi crediamo nell’immaginazione.
Un bosco può nascere da un telo, una montagna da uno sgabello, un tesoro prezioso da una luce. Il teatro evocativo evoca, anziché descrivere. Suggerisce, lascia che una parte della storia venga costruita insieme agli spettatori.
Succede qualcosa di molto simile a ciò che accade quando leggiamo un libro. Nessun romanzo ci mostra davvero il volto di un personaggio o la forma precisa di una foresta.
Le parole sono un punto di partenza. È il nostro cervello che, mentre legge o ascolta, costruisce immagini, richiama ricordi, collega emozioni, immagina luoghi, dà un volto ai personaggi e una voce ai loro pensieri.
Le neuroscienze ci dicono che durante l’ascolto di una storia non si attivano soltanto le aree dedicate al linguaggio, ma anche quelle coinvolte nell’immaginazione, nella memoria, nelle emozioni e nella simulazione delle azioni. In altre parole, non ascoltiamo una storia come osservatori passivi: in qualche modo la viviamo dall’interno.
Il teatro evocativo si connette proprio a questa straordinaria capacità umana.
Noi scegliamo con cura i nostri semi: parole, ritmo, silenzi, oggetti, costumi, immagini simboliche, il lavoro vivo degli attori. E lo spettatore fa germogliare le sue immagini. Ogni bambino vede un bosco diverso, immagina un castello diverso, sente la paura del protagonista in modo personale. Lo spettacolo, così, non esiste soltanto sul palcoscenico: prende forma dentro ciascuno e mette radici.
È una forma di partecipazione silenziosa e profonda.
Durante i nostri spettacoli accade spesso una cosa che ci emoziona ogni volta. Si crea un silenzio speciale: un silenzio che nasce quando una storia riesce ad afferrare l’attenzione. I bambini seguono il racconto con gli occhi spalancati, trattengono il fiato nei momenti di suspense, ridono insieme, sospirano quando il pericolo è passato.
In quei momenti sentiamo che sta accadendo qualcosa di importante.
Noi andiamo nelle scuole per questo.
Per seminare meraviglia.
Per offrire un tempo diverso, in cui ci si può fermare ad ascoltare una storia insieme.
Viviamo in un mondo che mostra tutto, continuamente. Le immagini scorrono veloci, ogni dettaglio è già definito, c’è sempre qualcosa che cattura lo sguardo.
L’immaginazione, invece, ha bisogno di spazio. Ha bisogno di vuoti da riempire, di domande, di attesa. Ha bisogno di un “C’era una volta”.
Le fiabe custodiscono questo spazio da secoli
Non sono semplici storie per bambini. Sono mappe dell’esperienza umana.
Parlano della paura e del coraggio, della perdita e della speranza, dell’incontro con l’altro, della fatica di crescere, della possibilità di cambiare, della necessità di scegliere.
Lo fanno attraverso simboli che non spiegano tutto, ma continuano a parlarci a livelli diversi della nostra esperienza.
Da bambini comprendiamo una fiaba in un modo; da adulti la stessa storia ci racconta qualcosa di nuovo. È questa la forza del linguaggio simbolico: non consegna risposte già pronte, ma apre significati che ciascuno può incontrare secondo il proprio percorso.
Per questo continuiamo a raccontarle.
Perché crediamo che le fiabe siano una delle grandi meraviglie dell’umanità. Non appartengono solo all’infanzia. Appartengono a tutti noi.
Ogni volta che portiamo uno spettacolo in una scuola abbiamo la sensazione di fare da tramite fra i bambini e qualcosa di molto antico. Qualcosa che esiste da prima di noi e che continuerà dopo di noi: il bisogno umano di raccontare e ascoltare storie per comprendere il mondo e noi stessi.
Scegliamo un teatro fatto di attori veri, presenza, relazione, parole curate, tecniche teatrali, metafore visive e immagini essenziali. Un teatro costruito artigianalmente, che non rincorre l’effetto speciale ma cerca la verità dell’incontro.
Crediamo che bastino pochi elementi quando ciò che accade sulla scena è autentico.
Se tornando in classe un bambino continua a pensare a quella fiaba, se una frase gli torna in mente dopo giorni, se un’immagine resta con lui e magari riemerge anni dopo, allora quel piccolo seme ha trovato la sua terra.
È per questo che facciamo teatro.
Spettacoli di teatro evocativo e Teatro Psicomotorio™
Il teatro evocativo è lo stile con cui costruiamo i nostri spettacoli. Il Teatro Psicomotorio™ è invece il metodo con cui conduciamo laboratori e corsi di formazione per insegnanti. Nascono entrambi dalla stessa sensibilità artistica e pedagogica, ma rispondono a esigenze diverse: assistere a una storia che si fa immagine, oppure imparare a costruirla insieme al gruppo classe.
Se vuoi regalare alla tua classe un’esperienza che parli all’immaginazione prima ancora che alle parole, scopri tutti i nostri spettacoli teatrali per la scuola primaria.
