I tesori nascosti nelle fiabe

Leggendo molte fiabe ci si imbatte in passaggi che a prima vista paiono essere solo frutto della fantasia ma spesso celano qualcosa di molto più profondo, che attinge a quelle che erano i segreti e le credenze di un’epoca molto antica e che per troppo tempo si è considerata inferiore o superstiziosa.

bosco incantato nelle fiabe

Leggendo molte fiabe ci si imbatte spesso in questi “snodi magici” e una di queste si intitola Kari Vestedilegno. Ad un certo punto della fiaba la protagonista in sella ad un toro deve attraversare un bosco. Prima di inoltrarsi in questo bosco il toro l’avvisa: “quando saremo entrati nel bosco, dovrai badare bene a non toccare una sola foglia o sarà la fine per entrambi, perché qui vive un Troll con tre teste, che è il padrone del bosco.”

Il ramo d’oro di Fraser e le fiabe

Leggendo questo ammonimento la nostra mente non può altro che pensare che tutto è frutto della fantasia. Se si va a riguardare un passo del “Ramo d’oro” di Frazer (considerato tra i fondatori della moderna antropologia) vi è un capitolo intitolato Il culto degli Alberi dove ad esempio si trova scritto “Ad Uppsala, l’antica capitale religiosa della Svezia, esisteva un boschetto sacro di cui ogni albero era considerato divino”. O ancora “I lituani (…) custodivano boschetti sacri, accanto ai villaggi o alle case, e spezzarne anche un solo rametto sarebbe stata una colpa. Credevano infatti che, chiunque avesse reciso un ramo di quel boschetto, sarebbe stato colpito da morte subitanea o da paralisi”. Ed infine “ per i Wanika dell’Africa orientale ogni albero, specialmente il cocco, possiede il suo spirito; “ la distruzione di un albero di cocco è considerato alla stregua di un matricidio perché quell’albero dona loro la vita e nutrimento, come una madre lo dona al figlio”. E così’ via.

Se guardiamo ciò che si sta facendo tuttora in Amazzonia (per citare il caso più emblematico) con più di 500000 chilometri quadrati di foresta amazzonica andati distrutti tra il 2000 e il 2018 (come si evince dall’articolo “Bolsonaro e la deforestazione dell’Amazzonia” consultabile nel sito https://www.antimafiaduemila.com), la domanda sorge spontanea: siamo davvero così migliori rispetto a quelli che Frazer stesso definiva “selvaggi”?

Leggere le fiabe antiche e raccontarle non è un semplice volo della fantasia di cantastorie, un passatempo, ma un atto che ha molti risvolti profondi. Non ultimo quello di custodire conoscenze e tradizioni provenienti dal passato e che hanno ancora molto da insegnare.